Il Nodo Onlus | Rossella Tornquist
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Rossella Tornquist


“Il gioiello mi ha sempre interessato per la sua misteriosa capacità di influenzare il campo su cui interagisce, il corpo, l’abito; è in apparenza un’influenza formale, ma è soprattutto ‘spirituale’; svela molto più di un vestito il microcosmo intimo di chi lo sceglie ed indossa. E’ un piccolo oggetto in proporzione con lo spazio con cui entra in relazione, eppure sa condizionare il punto di vista dell’osservatore.

I miei oggetti sono sempre stati pensati in funzione al rapporto che essi possono stabilire con una determinata parte del corpo. E’ una ricerca che, pur analizzando i territori della forma, non vuole perdere di vista il paesaggio, lo spazio, l’oggetto.

E’ un lavoro che procede inizialmente sul piano emotivo, dove il territorio da esplorare è vasto e affascinante, ma in cui è facile disperdersi: la necessità di funzionalità dell’oggetto costringe all’uso della razionalità. E’ proprio la ricerca dell’equilibrio tra la funzionalità che il gioiello deve assolvere e le potenzialità espressive ad interessarmi.

Nel mondo del gioiello sono entrata agli inizi degli anni ’80, realizzando piccole collezioni per stilisti, atelier, negozi per la moda, bijoux realizzati con vari materiali e progettati per corrispondere alle esigenze della moda, dove l’oggetto deve amplificare il messaggio dell’abito senza sopraffarlo. Non solo il confronto con le esigenze del mercato, che negli anni è notevolmente cambiato, ha determinato la necessità di muovermi in un ambito più svincolato dal vortice effimero delle mode, ma tra l’altro la convinzione che il gioiello debba contribuire alla costruzione di un’immagine identitaria di chi lo indossa – e che sono la ricerca e il progetto che costituiscono l’oggetto – non può essere solo un esercizio plastico-formale, ma l’espressione più profonda di vissuti ed esperienze condivise, che la seduttività del gioiello fa emergere”.