Il nodo marinaro che ha dato
il nome all’associazione –
una gassa d’amante – è stato
disegnato da Renzo Bighetti,
artista e uomo di mare.

Renzo Bighetti


Pittore e scultore, vive e lavora a Levanto. Attraverso l’astratto, racconta l’amore per il mare e per ogni espressione in esso racchiusa e, attraverso il figurativo, l’amore della gente per la vita.

Non ho parlato di arte

“Questa volta non ho parlato di arte, ho cercato di trasmettere sensazioni, partendo da chi sono io – mi definisco un buon artigiano – e ho cercato di dare suggerimenti, insegnare passaggi, ognuno frutto di anni di lavoro e di tanti errori e pezzi buttati. Tutto questo in poche settimane con ragazzi di una cultura altra, degli orientali.

Prima di partire mi ero fatto un programma di lavoro, di tutto quello che dovevo fare e dire, ma poi, una volta lì, con poca possibilità di traduzione, ho supplito con la lavagna e con i gesti e piano piano ho sentito che cominciava ad andare e che i ragazzi stavano imparando.

Raccontare la forma, la luce che crea, insegnare a immaginare una forma come una cosa che cresce dentro di te e che ti appare come una diapositiva, non è cosa facile. Quando mi avete chiamato dalla Cambogia proponendomi il progetto, la linea era disturbata, si capiva poco, ma dentro di me è subito scattata la molla di andare: curiosità, sfida, voglia di diverso, di mettersi in discussione. Mi sentivo comunque garantito dalla vostra presenza ed esperienza in Oriente.

Sapevo di dover raccontare e insegnare le cose che sono dentro di me ed è stato in apparenza facile, ma al ritorno la bilancia ha segnato 5kg in meno!

Il rapporto con i ragazzi è stato bello, mi hanno dato fiducia e si sono lasciati guidare. Bisognava motivarli, renderli parte pulsante del progetto, dovevo riuscire a fargli sentire che il progetto è loro e che sono perfettamente in grado di gestirlo.

Ho festeggiato con loro il mio sessantaduesimo compleanno ed è stato bellissimo, forse il mio compleanno più bello. Al mattino mi hanno accolto con una ghirlanda di fiori e la sera li ho portati a cena fuori. Per la maggior parte di loro era la prima volta che entravano in un ristorante. Ho voluto regalare a questi ragazzi un mio disegno – una gassa d’amante – perché credo nella solidarietà e perché credo che un buon artigiano sia in grado di cavarsela sempre nella vita. Spero che mettere nelle loro mani qualcosa di diverso e averglielo donato e spiegato possa dare loro un’opportunità per migliorare la loro vita. Spero tanto che il progetto continui! Io ci credo e sono disponibile a tornare a Phnom Penh se dovesse servire la mia esperienza per avviare un laboratorio auto-gestito da loro.

Non ho solo insegnato, da questa esperienza ho anche imparato molto. Ho visto cose che non avrei voluto vedere, ma anche questo è imparare. Il diverso te lo trovi addosso senza cercarlo: è lì dentro di te e anche se non lo sai, esce quando meno te lo aspetti.”