La festa delle Acque

La festa delle Acque

Il Tonle Sap è un fiume che scorre per sei mesi da monte verso valle e per gli altri sei mesi inverte il suo corso.
Incrocia a Phnom Penh il Mekong che dopo il disgelo aumenta la sua portata al punto da spingere indietro le acque del Tonle Sap che esce dai suoi argini ed allaga buona parte del paese.
La Festa delle Acque, Bon Om Touk, segna la fine della stagione delle piogge e celebra il momento in cui il Tonle Sap ritorna a fluire verso valle, un fenomeno fondamentale per la vita del popolo Khmer. Le fasi lunari regolano l’andamento delle acque e il calendario lunare permette di prevedere la data dell’inversione.

L’origine di questa tradizione è datata al 1177, quando una flotta di invasori Cham venne sconfitta dal re Jayvarman VII dopo essere riuscita a saccheggiare Angkor, dove era giunta navigando il Tonlé Sap.
Da allora il popolo Khmer ricorda questa vittoria.

Per tre giorni in ogni angolo del paese si festeggia Bon Om Touk.
Città e villaggi si animano per celebrare al meglio questo rito che rimanda alla leggenda della nascita della Cambogia: banchetti, fuochi d’artificio, spettacoli di musica e di danze. Ma l’evento più importante sono le regate che si tengono a Phnom Penh davanti al Palazzo Reale alla presenza del sovrano.
I vogatori si esercitano tutto l’anno in preparazione dell’evento, ogni provincia manda la sua canoa, le barche vengono benedette dai monaci, persino le pagode organizzano un proprio equipaggio.  

Il rapporto con l’acqua è fondamentale nella cultura cambogiana.
E’ un rapporto di amore-odio: dall’acqua dipende la vita ma l’acqua può diventare nemica. L’acqua allaga e sommerge la terra, ma la rende fertile permettendo i raccolti. L’acqua è presente anche sulle mura di Angkor attraverso la raffigurazione del naga, il serpente, derivato dalla cultura indiana cui la Cambogia è debitrice.
Secondo i miti c’è un naga all’origine della Cambogia.
La leggenda racconta che Kaundinya, un bramino indiano, lasciò il suo paese arrivando nel delta del Mekong dove incontrò Soma, figlia del re Naga e la fece sua sposa. Il padre di Soma per dare un regno ai novelli sposi risucchiò le acque del fiume. La leggenda allude all’inversione del corso del Tonle Sap e racconta il rapporto dei cambogiani con l’acqua. 

Compito dei sovrani khmer è sempre stato quello di liberare il Paese dalle acque, perché se l’acqua ritirandosi ha dato vita alla Cambogia, potrebbe in qualunque momento tornare a sommergerla, come insegna la leggenda di re Senaka, un sovrano corrotto e feroce.  Il re dei naga per punirlo ordinò ai suoi soldati di ributtare fuori tutta l’acqua che avevano risucchiato, decretando così la fine del regno e del malvagio re.
Nella mitologia khmer, dunquel’acqua ha avuto e avrà sempre un ruolo centrale.
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